Premetto: il mio imprinting - se tale si può definire - è stato da bambino con "Piasa Cèca", quindi con Ennia Rocchi all'epoca all'apice del suo splendore.
Il teatro comico dialettale rappresenta un'altra di quelle passioni che - volente o nolente - ho tenuto sopite troppo a lungo.
E allora, tra un'abbuffata e l'altra, in queste feste mi sono ritagliato lo spazio anche per una serata di cabaret reggiano.
L'oggetto dei miei desideri non poteva essere che lui, Antonio Guidetti, l'uomo da 500 spettacoli all'anno, di cui però io non ero ancora riuscito a vederne manco uno.
Questa volta mi ha spalleggiato il Nixon e il nostro "Tito e Palanca" - due atti con il fedelissimo Mauro Incerti al teatro San Prospero - ce lo siamo proprio goduto!
Ah bein!
PS: la pressione va bene, le gomme sono cambiare!
Don’t feed the trolls
3 giorni fa
Gent.mo Prospero,
RispondiEliminaleggo con piacere da tempo la sua produzione giornalistica e sono un suo lettore fedele. La scoperta di un suo blog, come può immaginare, mi ha piacevolmente incuriosito. Circa il tema "dialetto" da lei trattato, giungo a lei per una sola precisazione e, se mi permette, una "tiratina d'orecchi"... come non citare a fianco di nomi così importanti per la reggianità come quello di antonio guidetti ed ennia rocchi, il mai dimenticato personaggio con la parrucca del "murous ed l'à pìpòla" interpretato dall'ormai stimato professionista, daniele frattini?. Tanto le dovevo, continuerò a seguirla con immutata devozione.
Enrico Pertini