mercoledì 8 aprile 2009

Sopra le nuvole

Se potete, andate a vedere questo piccolo film indipendente, dedicato alle stragi naziste di Cervarolo e Monchio del 1944.

Sotto trovate le date e i luoghi delle proiezioni del mese di aprile e a seguira una mia recensione fatta lo scorso settembre.

Sopra le nuvole

20/04/09 PUIANELLO -cinema EDEN ore 21
21/04/09 SASSUOLO - Cinema CARANI oe 21
22/04/09 BIBBIANO - cinema METROPOLIS ore 21
23/04/09 REGGIO EMILIA - Cinema ROSEBUD ore 21
23/04/09 SANT'ILARIO D'ENZA - RE cinema Forum ore 21
25/04/09 CASTELNUOVO NE' MONTI - Cinema BISMANTOVA ore 21
26/04/09 CASTELNUOVO NE' MONTI - Cinema BISMANTOVA ore 21

di Matteo Iori

“La gente non deve dimenticare ciò che accadde a Monchio e Cervarolo”. L’essenza di “Sopra le nuvole” – opera prima dei giovani registi Sabrina Guigli e Riccardo Stefani – è tutta in questa frase che campeggia sulla locandina e chiude il film sui titoli di coda.
Rispettivamente 32 e 37 anni, compagni anche nella vita, i due sono nati e cresciuti in quelle valli dell’appennino tra le province di Reggio e Modena che furono teatro di terribili eccidi compiuti dall’esercito nazista nell’inverno del 1944. Per questi ragazzi i martiri di Cervarolo non sono soltanto il nome di una via, ma l’immagine vivida delle vittime mietute dalla follia della guerra: gente delle loro stesse montagne, con cognomi spesso uguali a quelli dei loro amici e conoscenti di oggi.
POCO BUDGET, MOLTO CORAGGIO
Con pochi soldi ma con molto entusiasmo, i due registi hanno così lavorato per tre anni alla realizzazione di questo lungometraggio che ricostruisce fedelmente quei tragici fatti e insieme traccia un ritratto poetico e al tempo stesso realistico della dura vita delle popolazioni del nostro appennino di oltre mezzo secolo fa, quando la solidarietà, l’onestà e il coraggio erano più forti della pur dilagante miseria.
In un’ora e mezza di pellicola, Stefani e la Guigli hanno dato concretezza ai racconti e i ricordi che fin dall’infanzia hanno ascoltato dalla bocca dei propri familiari nei loro borghi natii.
Il risultato è un bel film che è stato presentato in anteprima lo scorso fine settimana al Cinelux di Fontanaluccia, frazione del comune di Frassinoro posta sul confine con il comune di Villa Minozzo nonché paese natale di Stefani (la Guigli è di Boccassuolo, pochi chilometri più a est): tutte esaurite le otto proiezioni previste.
IN VETRINA A SHANGHAI
Non si pensi, tuttavia, ad un lungometraggio artigianale fatto in casa ad uso e consumo di amici e parenti. In “Sopra le nuvole” c’è anche lo zampino di Sergio Pelone, produttore del “Buongiorno Notte” di Marco Bellocchio, entrato a far parte della produzione perché positivamente colpito dal progetto, e il montaggio, il mix e il riversamento in pellicola sono stati effettuati a Cinecittà.
Insomma, a dispetto del budget irrisorio (circa 300.000 euro, coperti in parte da enti e amministrazioni), siamo di fronte ad un film vero, che è stato peraltro scelto per rappresentare l’Italia all’ultimo festival del cinema di Shanghai, selezionato insieme ad un’altra decina di opere su un totale di oltre 300.
PER NON DIMENTICARE
Adesso resta lo scoglio della distribuzione nelle sale, ma alle luce delle premesse l’auspicio è che in tanti possano al più presto ammirare questo piccolo capolavoro: soprattutto perché la memoria di quelle brutali stragi – 24 vittime civili a Cervarolo il 20 marzo ’44, ben 134 due giorni prima tra Monchio, Susano, Costrignano e Savoniero, nel Modenese, tra cui tante donne e bambini – non resti confinata sul crinale, a rischio d’estinzione, ma entri in tutte le case e soprattutto nelle scuole dove studiano i nostri ragazzi.
In “Sopra le nuvole” non ci sono attori professionisti, protagonisti e comparse (oltre 200) sono stati tutti reclutati nei paesi dell’appennino modenese e reggiano, dove si parla uno strano dialetto che accompagna così con straordinario realismo tutta la proiezione: tra loro, anche alcuni parenti dei caduti sotto i colpi dei nazisti nel marzo ’44.
DELICATO E DRAMMATICO
Il film, girato interamente in quegli stessi luoghi, è sostanzialmente diviso in due parti. Nella prima il delicato, commovente e a tratti spassoso affresco di usi e costumi della vita in montagna dell’epoca; nella seconda la drammatica scansione delle vicende seguite all’armistizio dell’8 settembre ’43, viste da quelle latitidini: l’esercito italiano allo sbando, la guerra civile tra repubblichini e partigiani, fino alle sanguinose rappresaglie compiute dalla divisione Goering nei borghi del nostro appennino.
Visto il tema, viste le limitate risorse, sono stati coraggiosi, Sabrina e Riccardo, a dedicare tre anni della propria vita a questo progetto: per loro il cinema è ancora solo una passione, ma chissà che un domani non li aspetti un posto importante nel cinema italiano…

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