Detto ciò, trovo doveroso spendere qualche riga su Remida, la manifestazione sulla cultura del riciclo, riuso, risparmio e via discorrendo che ha vissuto domenica scorsa la sua giornata clou.
Tantissima la gente in giro sotto il primo sole estivo tra le bancarelle di piazzale Europa, con un collage multietnico che chi mi conosce sa quanto mi stia a cuore: i Reggiani erano lì prevalentemente x curiosare e acquistare qualche stronzata divertente, gli immigrati per trovare qualche occasione su reali necessità... Chissà che tra qualche anno i livelli non si confondano, con l'aria che tira.
Comunque bello e pazienza x certi afrori, peraltro parte integrante del suddetto collage (chi va in giro x i mercatini turistici di tutto il mondo non può negarlo o la puzza non va bene solo a Reggio?).
Suggestive le installazioni "riciclose" di Remida nel padiglione 18 delle Reggiane (nella foto un esempio), da mozzare il fiato il padiglione in sé, che dà l'idea di cosa fossero una volta quelle Officine. Adesso stanno provando a recuperare tutta questa zona nord della città, che ha una storia interesantissima di cui la nostra generazione sa poco o nulla, vediamo cosa ci salta fuori.
Io intanto a 35 anni suonati ho però scoperto un'altra cosa nuova della vecchia Reggio e tanto mi basta per essere contento e ringraziare chi di dovere.
Lo stesso vale per il vicino Centro Loris Malaguzzi, nell'area cosidetta Locatelli, polo di eccellenza per il celebrato sistema reggiano delle scuole dell'infanzia, un luogo altrettanto affascinante in cui non avevo messo mai piede nonostante sia aperto da tempo. Incredibile il numero di visitatori stranieri, nordeuropei, spagnoli e di altri paesi che in pochi minuti ho incrociato nei padiglioni allestiti con una bella mostra sulla storia di Reggio Children.
Queste cose mi suscitano orgoglio.
Vorrei che tanta gente che conosco provasse le stesse esperienze e il medesimo sentimento (non c'entrano le elezioni, Reggio Children al Locatelli è un'opera del sindaco Spaggiari e l'esperienza delle scuole dell'infanzia affonda le radici nel dopoguerra).
Siamo sempre all'affannosa ricerca di improvvisati primati, spesso ce li inventiamo dal nulla a colpi di marketing e comunicati stampa. Iniziamo a valorizzare quelli che abbiamo, costruiti nel tempo con pazienza e sacrifici.
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